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PRENDI LA VITA NELLE TUE MANI


Mi sento un pesce in bilico…ogni tanto.

L’idea che ogni piccolo movimento, anche solo un respiro più profondo potrebbe far schiantare per terra me e la mia claustrofobica boccia d’acqua mi paralizza e m’irrigidisce, nel corpo, nei pensieri e nell’anima.

Poi mi capita di viaggiare.


Intendo il viaggio classico quello in cui c’è uno spostamento corporeo ed un conseguente meraviglioso innescarsi di cambiamenti interiori... L’ultimo viaggio l’ho fatto in treno, in uno di quei treni nuovi, progettati ad open-space.

In questi spazi aperti, in mezzo a sconosciuti che partono come me da un punto A per arrivare ad un punto B, mi sento bene, mi sento libera ed i miei pensieri si espandono.


La mia boccia claustrofobica diventa una piscina olimpionica e man mano che il treno macina chilometri diventa un mare, come quello incantevole che all’improvviso riflette il finestrino alla fine di una galleria.

Così, in questo stato mentale propizio, decido di prendere un libro, quello che ho accantonato sull’unica mensola della mia “boccia” per mesi. Adesso sono pronta, posso leggerlo.


Il libro che decido di leggere s’intitola “PRENDI LA VITA NELLE TUE MANI” di Waine W.Dyer.

E’ un libro provato, nel senso che ho provato a leggerlo tante volte!

Sulla spiaggia, durante le vacanze di Natale…ma a parte fargli respirare aria buona di campagna e iodio sulla spiaggia non abbiamo avuto altri scambi significativi.

Ma sento che sul treno è la volta buona.


“PRENDI LA VITA NELLE TUE MANI” è un manuale così convincente, così calato sulla vita reale delle persone, così disarmante nella sua logica “semplice” che mentre lo leggo quasi mi viene rabbia nel constatare che io abbia ancora bisogno di leggerle queste cose!!

Come si fa a dimenticarsi di quanto sia importante smetterla di FARE LA VITTIMA per non esserlo davvero, di quanto POTERE abbiamo per diventare padroni della nostra vita e decidere di viverla con serenità e addirittura con gioia invece di assegnare all’ambiente, agli altri, la “colpa” di ogni nostra insoddisfazione, angoscia, fallimento…di quanto sia SANO E FUNZIONALE accettarsi per quel che si è abbandonando l’irrealizzabile intento di diventare ciò che non siamo e non saremo mai…e di quanto sia opportuno che l’ipertrofica parte critica che c’è in me possa mettersi, almeno per questo viaggio, a tacere!

Adesso la mia “quasi rabbia” diventa amorevolezza verso il libro, verso me stessa che ho ancora bisogno di leggerlo per rivedermi, sempre più cresciuta, fra le sue pagine.


​Susan Dyer, moglie dell’autore, scrive alla fine della sua recensione introduttiva al libro:

“Leggetelo, sforzatevi di crescere, gustate la vita”.


Prendi la vita nelle tue mani di Waine W.Dyer


Lo consiglio perché: Per il piacere di condividere alcune importanti dinamiche di crescita e per la bellezza della semplicità


Ho scelto questa mia foto perché: Quando non mi sento padrona della mia vita…mi sento un pesce in bilico!


Questa recensione appare anche sul Blog ArkaniSegnali

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